
[MANCHESTER]
Uno dei miei viaggi per capire e conoscere
Aprii la porta del bagno e me la richiusi alle spalle. Timidamente scostai la tenda e un teleobiettivo — uno delle decine che da tempo sostavano là fuori — mi fissò per qualche secondo. Spaventato mi ritrassi velocemente.
Solo in quel momento capii la reale portata di quello che stavo vivendo.
Era la primavera del 2006, quella che molti ricordano come la primavera nera del calcio italiano: Calciopoli. L’ho vissuta dall’interno, non volendo, da spettatore privilegiato — mentre la più gloriosa società di calcio italiana crollava, proprio lei che da poco aveva disputato la sua settima finale di Champions e stava per conquistare il suo ventottesimo scudetto.
Come ci sono arrivato
Nel 2003 ho iniziato a lavorare nel marketing della Juventus FC, ufficio allora guidato da Romy Gai — la mente commerciale più avanzata del calcio italiano di quegli anni.
Fu lì che presi forma come professionista. E fu lì che nacque il progetto che ancora oggi considero il lavoro più importante della mia carriera: Juventus Club Doc — un nuovo modello di gestione degli Juventus Club di tutto il mondo che trasformò in attivi commerciali aree dove fino a quel momento si registravano solo perdite.

[JUVENTUS]
Con Michelangelo Rampulla, testimonial del progetto Club Doc. Quando hai il portiere della Juventus che parla per te, i Club ascoltano.
Il palmares — quello vero
Non sono un allenatore, non ho mai comprato un giocatore. Ma ho un palmares che fa invidia a molti tecnici:
- Due scudetti professionistici
- Uno scudetto LND
- Tre promozioni
- Un titolo regionale
- Una salvezza col Bologna nel 2009 — quella che tutti davano per impossibile
Ho anche la certificazione di Stadium Manager rilasciata dal Politecnico di Milano — primo master in Italia su progettazione e gestione delle infrastrutture sportive, patrocinato da FIGC e CONI.
Vedere come l’UEFA gestisce ogni singolo dettaglio di una partita di Champions League, con sponsor che fanno a gara per entrare in relazione con te, è come imparare a guidare in autostrada con una Ferrari. Tutto sembra facile — e in effetti lo è. Quando ti chiami Juventus, molte cose lo sono davvero.
Dal 2003 ad oggi ho lavorato in tutte le categorie del calcio italiano, dalla Serie A all’Eccellenza — probabilmente sono uno dei pochi in Italia ad averlo fatto. Ho visto come funziona una Champions dall’interno e come sopravvive una società di Eccellenza con zero budget. Conosco entrambi i mondi. Quella è la normalità del calcio.
Nelle società più piccole ho cominciato a capire i meccanismi reali, a studiare le logiche, a scoprire cosa serve davvero per rendere una società solida quando non hai lo scudo bianconero sul petto e non puoi permetterti errori.

[CUNEO CALCIO]
Cuneo, 2010. Backdrop
La cosa che molti presidenti non vogliono sentirsi dire
Ed è lì che ho capito una cosa fondamentale: il marketing non è il reparto che cerca sponsor — è la colonna portante di una società che vive di visibilità e notorietà. Trattarlo come un accessorio è il primo errore. Spesso è il fatale.
La ragione di un titolo scomodo
Il calcio senza sponsor non è un calcio senza aziende. È un calcio che sa stare in piedi da solo.
Il titolo del mio blog nasce da una convinzione semplice, maturata in oltre vent’anni di lavoro dentro il calcio: una società non dovrebbe dipendere dagli sponsor per sopravvivere, ma costruire le condizioni per attrarli come conseguenza del proprio valore.
Per questo parlo di “calcio senza sponsor”: non perché gli sponsor non servano, ma perché un club sano deve prima imparare a reggersi sulle proprie forze, valorizzando identità, visibilità, pubblico, territorio e organizzazione.
Quando una società smette di sperare che qualcuno la salvi e inizia a conoscersi, raccontarsi e strutturarsi meglio, cambia tutto: non rincorre più aiuti esterni, comincia finalmente a creare valore.
È questa la filosofia che attraversa ogni articolo che scrivo e che porto nel mio lavoro ogni giorno: aiutare i club a capire che valgono più di quello che pensano, e che spesso hanno già dentro di sé molte delle risorse che cercano fuori.

[MANCHESTER UNITED]
Old Trafford. Certi posti ti ricordano perché hai scelto questo mestiere.
Cosa posso fare per la tua società
Ho creato questo blog per i presidenti di club che sentono che qualcosa non torna — che lavorano tanto, spendono troppo e non riescono mai a uscire dall’affanno economico. E per i giovani marketer dello sport che vogliono capire come funziona davvero questo mondo, non come viene raccontato.
Se vuoi capire dove puoi intervenire nella tua società, esplora Il tuo club → — ho mappato le 7 aree operative su cui lavoro.
Se invece vuoi parlarmi direttamente della tua situazione, scrivimi →
